L’Italia condanna l’Operación Cóndor e assolve “il torturatore” Troccoli
- Claudio Tognonato, 18.01.2017
Processo Condor. Assolto Jorge Nestor Troccoli, ora cittadino italiano, ma in passato membro dei
servizi segreti dell’Uruguay, Paese che non ha ottenuto la sua estradizione. Il militare,
sopranominato “il torturatore”, è stato tra i primi a riconoscere l’uso della tortura negli interrogatori,
ha ammesso di averla praticato sui prigionieri, ma ha precisato di non aver mai ucciso un detenuto.
Troccoli, l’unico residente in Italia rimane libero. Mentre i condannati lo sono tutti in contumacia.
Otto condanne all’ergastolo, 19 assolti e 6 prosciolti per morte degli imputati. Ieri la terza Corte
dassise di Roma ha emesso sentenza al lungo processo Cóndor in rapporto al sequestro e scomparsa
di 23 cittadini italiani, avvenuta in diversi paesi dell’America Latina tra il 1973 e il 1978. La Corte,
presieduta da Evelina Canale, ha parzialmente accolto in prima istanza le richieste dell’accusa: 27
condanne all’ergastolo e un’assoluzione.
Assolto Jorge Nestor Troccoli, ora cittadino italiano, ma in passato membro dei servizi segreti
dell’Uruguay, Paese che non ha ottenuto la sua estradizione. Il militare, sopranominato “il
torturatore”, è stato tra i primi a riconoscere l’uso della tortura negli interrogatori, ha ammesso di
averla praticato sui prigionieri, ma ha precisato di non aver mai ucciso un detenuto. Troccoli, l’unico
residente in Italia rimane libero. Mentre i condannati lo sono tutti in contumacia.
L’indagine italiana sull’Operación Cóndor, l’internazionale del terrorismo di Stato, iniziò nel 1999, in
seguito alla denuncia dei famigliari di 8 cittadini italiani desaparecidos, vittime della repressione in
diversi paesi dell’America Latina. Un’indagine molto complessa perché la macchina della
repressione era organizzata dai vertici dello Stato, che non solo hanno cancellato ogni traccia, ma
hanno perfino fatto sparire le persone.
Il processo è nato dalle denunce presentate dai parenti di 42 persone uccise durante la lunga
stagione delle dittature militari che ha segnato la storia della regione. Oltre alla annosa dittatura di
Alfredo Stroessner in Paraguay (1954-1989), i militari presero il potere in Brasile (1964-1985),
Bolivia (1971-1978), Cile (1973-1988), Uruguay (1973-1988) e Argentina (1976-1983), tutti governi
che hanno ricevuto assistenza dal Dipartimento di Stato Usa e l’intervento diretto della Cia. Si pensi
che quando il generale Jorge Videla prese il potere in Argentina nel 1976, tutta la regione è sotto
regimi dittatoriali.
La ragione di un processo in Italia si basa nell’impossibilità di avere giustizia nei propri paesi.
Nell’ultimo decennio solo l’Argentina ha avuto il coraggio di processare centinaia di repressori, tra
cui anche quelli vincolati all’Operación Cóndor. Negli altri paesi della regione, pur con diverse
modalità, la richiesta di giustizia è stata sempre rimandata. Proprio per questo, molti famigliari delle
vittime vedono ora per la prima volta la possibilità di arrivare ad una condanna dei carnefici dei loro
cari.
Il Cóndor nasce nel 1974 su iniziativa del generale Manuel Contreras, capo della polizia segreta del
generale Augusto Pinochet, poi nel 1975 questa «cooperazione» si formalizza a Montevideo con un
accordo tra Pinochet e Videla. Laccordo riguardava tutto il cosiddetto Cono Sud: Argentina, Brasile,
Bolivia, Cile, Perù, Paraguay e Uruguay e permetteva annientare ogni forma di opposizione, o
presunta tale, consentendo lo sconfinamento di militari e servizi segreti. Un lavoro pulito che non
prevedeva problemi di giurisdizione, né lunghe procedure internazionali di estradizione. Tutti
seguivano il disegno imparato a Panama nella famigerata Scuola delle Americhe (oggi Western
Hemisphere Institute for Security Cooperation), dove i militari sudamericani ancora oggi sono
addestrati dall’esercito Usa nella lotta antisovversiva e alle varie tecniche di tortura.
Oltre a perseguitare migliaia di oppositori il Cóndor ha compiuto diversi attentati di rilevanza
internazionale. A Buenos Aires, nel settembre 1974 una bomba uccide il generale Carlos Prats e sua
moglie. Prats ex capo dellesercito cileno era rimasto fedele fino alla fine al presidente Salvador
Allende. A Roma, nell’ottobre 1975 lex vicepresidente di Allende, Bernardo Leighton e sua moglie
vengono mitragliati mentre rientrano a casa. A Washington, nel settembre 1976 una macchina
imbottita di esplosivi uccide lex ministro di Affari esteri di Allende, Orlando Letelier, e la sua
segretaria. Dopo decenni di attesa molti famigliari sono rimasti con l’amaro in bocca.
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